Corri per il cancro alla prostata

Il Mio Medico - Tumore alla prostata: le nuove cure

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Il corpo umano è costituito da molti tipi di cellule, ognuna caratterizzate da speciali funzioni. Normalmente le cellule crescono e si dividono in maniera ordinata per formare nuove cellule necessarie per provvedere correttamente alla salute e al lavoro del corpo. Queste cellule in eccesso formano agglomerati chiamati tumori che, per le loro caratteristiche, vengono definiti benigni o maligni.

I tumori benigni non contengono cellule cancerose e, di solito, possono essere rimossi senza presentare recidive. I tumori Corri per il cancro alla prostata benigni hanno bordi chiari e definiti e, sebbene non invadano i tessuti circostanti, possono comunque premere su aree sensitive del cervello e provocare sintomi non tollerabili.

I tumori maligni contengono cellule cancerose. Questi tumori interferiscono con le funzioni vitali e costituiscono una seria minaccia per la vita. Sono caratterizzati da una rapida Corri per il cancro alla prostata e dalla tendenza ad ammassarsi e invadere i tessuti circostanti. Come le piante, questi tumori possono ramificarsi e diffondersi nelle parti sane del cervello. Se un tumore rimane compatto e senza ramificazioni si dice essere incapsulato. Va sottolineato che i tumori benigni, pur non contenendo cellule cancerose, se sono localizzati in aree vitali del cervello e interferiscono, quindi, con funzioni vitali per il corpo, vengono considerati maligni.

Ancora più certezze si hanno per i fattori di rischio cioè tutte quelle situazioni reversibili o irreversibili che aumentano le probabilità di far insorgere un tumore. Per esempio, è stato dimostrato che alcuni tipi di tumore cerebrale sono più frequenti nei lavoratori di industrie chimiche o petrolifere.

I tumori che insorgono nel cervello sono definiti tumori cerebrali primari e vengono classificati secondo il tipo di tessuto in cui si formano; i più comuni sono i gliomi che insorgono nel tessuto gliale e sono, a Corri per il cancro alla prostata volta distinti in:.

Astrocitomi: questi tumori nascono da piccole cellule a forma di stella chiamate astrociti; possono crescere ovunque nel cervello o nel midollo spinale.

Negli adulti gli astrocitomi si presentano spesso nel cervello mentre nei bambini nel cervelletto, nel bulbo cerebrale e nel cervello. Oligodrendroglioma: colpisce le cellule che producono la mielina, la sostanza grassa che protegge i nervi.

Si sviluppa di solito nel cervello dove cresce lentamente e, in genere, non si diffonde nel tessuto cerebrale circostante. Medulloblastoma: recenti Corri per il cancro alla prostata hanno dimostrato che questo tumore si sviluppa da cellule nervose primitive che Corri per il cancro alla prostata non rimangono nel corpo dopo la nascita. Si sviluppa principalmente nel cervelletto ed è più frequente nei bambini maschi. Meningioma: cresce nelle meningi e di solito è benigno.

A causa della sua lentissima crescita, il cervello è spesso in grado di adattarsi alla sua presenza; inoltre, prima che possa dare una qualche sintomatologia è necessario che diventi molto esteso. Schwannoma: tumore benigno che colpisce le cellule di Schwann responsabili della produzione di mielina per il nervo acustico.

Tumore delle cellule germinali: nasce da cellule sessuali o germinali primitive. Il più frequente tumore di questo tipo nel cervello è il germinoma. Un tumore diffuso dalla zona di insorgenza ad altre zone distanti viene definito tumore secondario o, meglio, metastasi. Quando questo tipo di tumore si manifesta nel cervello è considerato un tumore cerebrale secondario e non primario. Occorre tener presente che un cancro che si diffonde nel cervello sarà della stessa tipologia e denominazione del tumore originario.

Per esempio, un tumore del polmone si diffonde al cervello dando origine ad un tumore metastatico Corri per il cancro alla prostata in quanto le cellule del tumore secondario sono molto simili a Corri per il cancro alla prostata del tumore polmonare originario e non a cellule tumorali cerebrali. Le manifestazioni sintomatologiche saranno più lente e meno evidenti nei tumori a lenta crescita e progressione. Cefalee — La cefalea è un sintomo comunemente riscontrato nei pazienti affetti da tumori al cervello.

Studi retrospettivi hanno evidenziato che, nei pazienti con tumori cerebrali sia primari che metastatizzati, la cefalea era presente nella maggioranza dei casi; di questi la maggior parte riportava cefalea muscolo tensiva, emicrania e altre forme di cefalea. In pazienti con glioblastoma multiforme GBM la cefalea risultava essere il sintomo che si manifestava precocemente, in media 4,4 mesi prima della diagnosi.

Corri per il cancro alla prostata cefalea è segnalata dai pazienti come il peggior sintomo e viene solitamente descritta come sorda e costante, talvolta pulsante. Le cefalee gravi non sono frequenti tranne nei casi di idrocefalo ostruttivo o infiammazione delle meningi, e la classica forma di cefalea che insorge nelle prime ore del giorno sembra essere piuttosto rara. Più raramente, questi movimenti determinano Corri per il cancro alla prostata aumento della pressione intracranica per un periodo protratto di tempo al punto da provocare, alla fine, perdita della conoscenza.

Le cefalee associate ai tumori tendono a peggiorare durante le ore Corri per il cancro alla prostata a tal punto che il paziente viene costretto al risveglio. Accessi epilettici — Sono i sintomi più comunemente riscontrati in pazienti affetti da glioma o con metastasi cerebrali. La sintomatologia epilettica viene più frequentemente riscontrata nei pazienti con tumori cerebrali primari non invasivi o con lesioni metastatiche meno estese rispetto a quelli che presentano sintomi diversi.

Questi sintomi sono presenti in un terzo circa dei pazienti con glioblastoma multiforme. La nausea ed il vomito neurogenici di solito si manifestano in modo più evidente nel contesto di altri sintomi neurologici come cefalea o deficit neurologici locali ma tutti questi sintomi possono anche presentarsi in forma più subdola.

Perdita di conoscenza — La pressione di perfusione cerebrale è il risultato della differenza tra la pressione arteriosa media sistemica e la pressione intracranica. Un aumento significativo della pressione intracranica, causato del tumore, potrebbe bloccare temporaneamente la perfusione cerebrale e provocare perdita di conoscenza. I pazienti spesso lamentano scarsa energia, affaticamento, desiderio di dormire e perdita di interesse per le attività quotidiane; vengono colpiti da abulia e mancano di spontaneità.

Nelle lesioni neuronali della funzione motoria superiore, la debolezza è solitamente meno pronunciata nei muscoli flessori delle estremità inferiori che nei muscoli estensori ed è più evidente nei muscoli estensori delle estremità superiori che nei muscoli flessori. La debolezza muscolare transitoria potrebbe interessare anche la fase postepilettica come avviene nella paralisi di Todd. Questo disturbo ha la caratteristica fondamentale di rispondere molto bene ad alte dosi di dexametasone, specialmente nei tumori che si sono sviluppati in prossimità della corteccia motoria o delle sue fibre discendenti.

Perdita di sensibilità — I pazienti con tumori invasivi della corteccia primaria sensoriale possono sviluppare deficit di sensibilità corticale. La tipologia delle disfuzioni varia in funzione della localizzazione del tumore. Per esempio, la sindrome da disconnessione visivo-spaziale è tipica dei pazienti con tumori localizzati nella corteccia visiva.

Tra gli altri deficit di sensibilità si include la perdita di orientamento, il formicolio e lo scordinamento motorio. Afasia — Si tratta di un disturbo della funzione linguistica e non della vocalizzazione, come accade nei casi di Corri per il cancro alla prostata o di raucedine. Deficit visivo-spaziale — Lo stimolo visivo attraversa il cervello partendo dalla retina Corri per il cancro alla prostata dal chiasma ottico fino ai poli occipitali della corteccia cerebrale.

La compressione del chiasma ottico da parte della massa tumorale spesso si traduce in emianopia bitemporale. Per cercare la causa della manifestazione sintomatologica, il medico pone al paziente domande sulla sua storia medica personale e familiare e prosegue con un esame fisico e neurologico completo. Infine, sulla base di tale valutazione fisica e neurologica, richiede ulteriori esami diagnostici. Oltre a un esame neurologico completo, che valuti il deficit cognitivo e motorio, la diagnosi oggi viene fatta tramite gli strumenti di visualizzazione del cervello Corri per il cancro alla prostata la TC e la risonanza magnetica.

La radiografia in neuroimaging è il principale strumento di diagnosi dei tumori cerebrali. La RMI permette non solo di visualizzare il tumore e la sua connessione con i tessuti parenchimali che lo circondano ma si è dimostrata superiore alla Tomografia Computerizzata CT nella valutazione delle meningi, della membrana subaracnoidea, della fossa posteriore e nella definizione della distribuzione vascolare delle anomalie.

Per quanto riguarda la possibilità di identificare il tipo di lesione circoscritta o infiltrantela spettroscopia a risonanza magnetica non si è dimostrata superiore rispetto alle altre modalità diagnostiche ma rappresenta comunque un utile strumento per la diagnosi differenziale delle neoplasie e di altre patologie a carico del sistema nervoso centrale.

PET Positron Emission Tomography — la tomografia ad emissione di positroni con fluorodeossiglucosio si basa sul principio che nei tumori maligni il processo metabolico è più veloce rispetto ai tessuti circostanti e che quindi il consumo di glucosio è superiore. In questi casi, si consiglia la biopsia stereotattica che permette di Corri per il cancro alla prostata diagnosi positive con una bassa incidenza di morbilità e mortalità.

La biopsia cerebrale non è richiesta nei pazienti con metastasi multiple e con precedente diagnosi di tumore primario ad alta invasività. Nel caso in cui il paziente sia colpito da un tipo di tumore a bassa incidenza di metastasi per es. Esistono anche tecniche di chirurgia dei tumori che utilizzano raggi e quindi sarebbero più correttamente ascrivibili alla radioterapia.

Si tratta per esempio degli interventi con cyber knife o gamma knife: il tumore viene studiato e localizzato attraverso tecniche di imaging cerebrale come la risonanza magnetica. Gli interventi stereotassici a scatola cranica chiusa sono effettuabili solo se il tumore è di dimensioni medio-piccole e se il numero di lesioni non è eccessivo in genere massimo tre.

Oggi è possibile eseguire anche per i tumori primitivi particolari analisi molecolari che consentono una prognosi più precisa del tumore e permettono di scegliere terapie sempre più mirate. Di solito la chemioterapia e la radioterapia sono riservate ai tumori che mostrano una certa aggressività. Per molti anni si è discusso sulla reale utilità della chemioterapia nei tumori cerebrali, perché è difficile raggiungere il cervello con i farmaci, proprio per la presenza di una naturale barriera agli agenti esterni.

La ricerca ha fatto grandi passi avanti in questo settore, aggiungendo nuove molecole come la temozolomide e nuovi assortimenti di farmaci già in uso. Oggi, nei gliomi di alto grado, la chemioterapia è considerata un trattamento di provata efficacia. Spesso i trattamenti, siano essi chirurgici, radiologici o farmacologici, possono provocare alcuni effetti collaterali; tale eventualità si verifica più frequentemente per quei trattamenti che, per le loro caratteristiche, vanno a colpire anche le cellule sane oltre a quelle tumorali.

Tutto dipende da numerosi fattori tra i quali, il tipo di trattamento, la salute generale del paziente, la Corri per il cancro alla prostata individuale, il dosaggio e la durata della terapia. In tutti questi casi vengono somministrati alcuni farmaci per alleviare i disturbi senza che interferiscano con la terapia antitumorale in atto.

Tale evento provoca edema cerebrale che a sua volta è causa di debolezza, problemi di coordinamento motorio, alterazioni delle personalità e difficoltà di linguaggio e pensiero.

Nausea, forte debolezza, vomito sono quelli che si manifestano con maggiore frequenza e che perdurano a lungo. La perdita dei capelli, effetto collaterale che si manifesta anche in corso di chemioterapia, è presente nella maggior parte dei pazienti ma, solitamente, scompare dopo un periodo più o meno lungo senza terapia. Effetti collaterali della chemioterapia: dipendono dal tipo di farmaco impiegato. In linea generale, poiché i farmaci impiegati in chemioterapia colpiscono anche le cellule deputate alla crescita, quelle del sangue che combattono le infezioni, le cellule del tratto digestivo, quelle del cuoio capelluto, gli effetti collaterali più frequenti consistono in scarsa resistenza alle infezioni, perdita di appetito, nausea, vomito, secchezza delle fauci, perdita di capelli, debolezza fisica.

Tali effetti tendono a diminuire, fino a scomparire gradualmente, dopo che il trattamento è terminato o viene interrotto. Tra gli effetti collaterali più gravi, ma meno frequenti, sono da segnalare: infertilità, danni renali o epatici, disturbi uditivi. Convivere con un tumore cerebrale non è semplice: la malattia provoca, infatti, non solo disagi fisici ma anche psichici. Trovare la forza di combattere contro questo male è fondamentale per la qualità di vita del paziente. In Italia tutti i più importanti Centri Ospedalieri e Istituti di Ricerca hanno nel loro organico personale altamente qualificato e specializzato nel trattamento dei tumori e, soprattutto, nel supporto fisico e psicologico dei pazienti e dei loro familiari.

Tumori cerebrali primari I tumori che insorgono nel cervello sono definiti tumori cerebrali primari e vengono classificati secondo il tipo di tessuto in cui si formano; i più comuni sono i gliomi che insorgono nel tessuto gliale e sono, a loro volta distinti in: Astrocitomi: questi tumori nascono da piccole cellule a forma di stella chiamate astrociti; possono crescere ovunque nel cervello o nel midollo spinale. I più comuni tumori cerebrali che non si formano nel tessuto gliale sono: Medulloblastoma: recenti ricerche Corri per il cancro alla prostata dimostrato che questo tumore si sviluppa da cellule nervose primitive che normalmente non rimangono nel corpo dopo la nascita.

Tumori cerebrali secondari Un tumore diffuso dalla zona di insorgenza ad altre zone distanti viene definito tumore secondario o, meglio, metastasi.

I sintomi più frequenti sono: Cefalee — La cefalea è un sintomo comunemente riscontrato nei pazienti affetti da tumori al cervello. Più raramente, questi movimenti determinano un aumento della pressione intracranica per un periodo protratto di tempo al punto da provocare, alla fine, perdita della conoscenza Le cefalee associate ai Corri per il cancro alla prostata tendono a peggiorare durante le ore notturne a tal punto che il paziente viene costretto al risveglio.

Le lesioni postchiasmatiche possono inoltre determinare anomalie della vista. Diagnosi Per cercare la causa della manifestazione sintomatologica, il medico pone al paziente domande sulla sua storia medica personale e familiare e prosegue con un esame fisico e neurologico completo. Neuroimaging diagnostico La radiografia in neuroimaging è il principale strumento di diagnosi dei tumori cerebrali. Questa modalità diagnostica viene impiegata per: localizzare specifiche aree tumorali che evidenziano un alto consumo di glucosio.

Corri per il cancro alla prostata collaterali dei trattamenti Spesso i trattamenti, siano essi chirurgici, radiologici o farmacologici, possono provocare alcuni effetti collaterali; tale eventualità si verifica più frequentemente per quei trattamenti che, per le loro caratteristiche, vanno a colpire anche le cellule sane oltre a quelle tumorali.

Conclusioni Convivere con un tumore cerebrale non è semplice: la malattia provoca, infatti, non solo disagi fisici ma anche psichici. Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico.