Il cancro alla prostata con metastasi 3 gradi come dal vivo

Cancro alla prostata aggressivo o mestastatico, come trattarlo?

Un punto nero sulla prostata

Questo scritto non entra nella querelle tra medicina alternativa e medicina ufficiale, tra retorica antiscientifica e antitecnologica e retorica scientista e tecnicista ma intende recuperare pregi e difetti, vantaggi e limiti di ciascuna delle posizioni nel rispetto delle scelte personali. Il cancro alla prostata con metastasi 3 gradi come dal vivo più frequentemente abbiamo visto con i nostri occhi, sentito nel nostro cuore o vissuto nelle nostre carni l'angoscia per una diagnosi che poteva essere o era infausta per noi stessi o per qualche persona cara.

Quello che rende la situazione intollerabile è il senso di naufragio, l'essere catapultati in una terra sconosciuta, il non sapere cosa fare e come muoversi. Il problema sorge se questo processo di auto-consapevolezza si inceppa e l'esperienza, in qualsiasi modo finisca, viene vissuta unicamente come un annientamento. Si sopravvive al cancro anche con una nuova consapevolezza.

Queste righe vorrebbero fornire un piccolo faro nella tempesta per quanti si troveranno in questi frangenti, per dar loro un mezzo in più per orientarsi fra la miriade di opzioni e di scelte che si presenteranno. E' un libro per tutti, pazienti, familiari, amici, operatori sanitari, medici. La sua funzione è di ampliare gli orizzonti partendo da fonti inoppugnabili ma spesso poco valorizzate o poco reperibili in forma organica.

Le copie cartacee si possono prenotare dal sito contattando l'autore dalla sezione " Contatti ". Parte del ricavato sarà devoluto alle associazioni di volontariato che si occupano del tema. Un anno dopo la laurea il dott. Luciano Mignoli è medico responsabile di un ospedale che serve Nel si specializza in Igiene e Medicina Preventiva, indirizzo Sanità Pubblica nel quale approfondisce l'epidemiologia.

Completa un corso quadriennale di psicoterapia ad indirizzo analitico e un corso seminariale annuale sul Counseling sistemico. Come medico di famiglia da più di 30 anni segue numerosi casi di pazienti oncologici.

Ha scritto numerosi articoli pubblicati su riviste mediche sull'umanizzazione della medicina e sulla relazione medico-paziente. Ha partecipato per un periodo all'attività del Tribunale dei diritti del malato. Neldue medici di famiglia e due dirigenti della ULSS di una cittadina del Veneto pubblicano uno studio pilota sulle prime esperienze di assistenza domiciliare integrata ADI ai malati oncologici su Difesa Sociale L'autore era uno dei due medici di famiglia. L'anno dopo lo il cancro alla prostata con metastasi 3 gradi come dal vivo autore come sindacalista di uno dei sindacati dei medici di famiglia, partendo dallo studio suddetto, firma con altri nel contratto integrativo regionale la formalizzazione dell'ADI per tutta la regione Veneto.

La successiva convenzione nazionale per i medici di famiglia la riporterà integralmente. E' stato per molti anni animatore, tutor e spesso docente per la medicina generale. E' stato toccato negli affetti più volte dall'argomento in questione. Esiste sulla morte e nella sua prossimità un senso di pudore e di negazione che non è arcaico come quello sul sesso ma invece è paradossalmente moderno.

Un frutto avvelenato dell'alienazione e della mercificazione degli eventi naturali e dei sentimenti prodotto dalla nostra organizzazione sociale. Una parte di colpa è a carico di una medicina aggressiva che promette salute eterna e quasi il cancro alla prostata con metastasi 3 gradi come dal vivo, facendo passare come indispensabili il check-up annuale, la frequentazione assidua degli ambulatori medici e il fare tutti gli esami possibili, per lo più inutili e costosi.

Tutto questo favorito dalla copertura di nuove mutue integrative che sopravvivono solo perché esiste il sistema sanitario nazionale; da sole infatti avrebbero i cordoni della borsa stretti come negli USA, dove si pagano premi spropositati per coperture parziali. Innumerevoli sono gli studi sugli effetti avversi dell'over-treatment ovvero di diagnosi, terapie, interventi inutili o prematuri.

Altro punto critico è la credenza che la medicina si muova su regole matematiche e scientificamente fondate. Un'opinione questa solo parzialmente valida. Si potrebbe affermare quindi che le basi scientifiche della medicina abbiano i piedi d'argilla o meglio che la medicina sia sempre in cerca di uno status scientifico più preciso. La situazione adesso è solo un po' migliorata, ora nelle riviste scientifiche si va affrontando il problema del conflitto di interessi, che induce i medici a studi compiacenti verso i farmaci e gli interessi delle industrie farmaceutiche.

Parzialmente utile, ma necessario, è il ricorso alla EBM medicina basata sulle evidenzenella quale viene classificata la valenza dello studio a seconda della forza statistica, ma è impossibile verificare tutti gli studi che non vengono pubblicati o sono interrotti perché non rispondenti agli scopi dei ricercatori e agli interessi delle case farmaceutiche.

Una sopravvalutazione ingiustificata nell'ambito medico viene data alle Consensus Conferences gruppi di specialisti che decidono a tavolino comportamenti e parametri che secondo l'EBM vengono classificati nella lettera C, equivalenti a ipotesi non dimostrate.

Queste Consensus Conference abbassano o alzano i parametri clinici e laboratoristici a loro piacimento o su input dell'industria farmaceutica, senza nessun riferimento scientifico ma solo sulla base di opinioni di esperti spesso non indipendenti.

Corsi di specializzazione, esempio di chirurgia, sempre più spesso vengono disertati per la grande responsabilità medico-legale che comportano; in USA, si è arrivati al punto che ogni intervento chirurgico viene filmato in ogni suo momento a scanso di contestazioni.

Le promesse non mantenute della medicina scatenano inevitabilmente l'aggressività delle persone. La vita sempre il cancro alla prostata con metastasi 3 gradi come dal vivo alla morte e la lotta per la sopravvivenza nei campi di sterminio sicuramente indurisce le persone ma lo scrittore si era accorto che i nazisti avevano fatto di più che minacciargli la vita: gli avevano ucciso l'anima e l'umanità. Era ancora vivo, ma erano riusciti ad ucciderlo lo stesso. La sconvolgente verità era che volevano ucciderli due volte.

Le fedi, non gli ideali il cancro alla prostata con metastasi 3 gradi come dal vivo quali si possono ancora discutere, tendono sempre anche ai giorni nostri a sopprimere anima ed umanità, pericolose fonti di dubbio, i nostri dubbi aiutano a capire meglio quelli degli altri. Il dubbio è l'unico ad intralciare il delirio di onnipotenza e ineluttabilità di questi cavalieri del nulla e se costoro riescono ad annientare il sentimento dell'umanità anche negli avversari hanno già vinto la il cancro alla prostata con metastasi 3 gradi come dal vivo battaglia.

Franca era una ragazza che abitava nella mia stessa strada. Ci conoscevamo di vista. Anni dopo, l'ho reincontrata nei pressi di casa mia.

Sapevo che aveva avuto un tumore con delle metastasi ossee ma lei ostinatamente passeggiava da sola, zoppicando, per tenersi in movimento.

Fermarsi a salutarla e fare due chiacchere era ormai una consuetudine. Non si parlava di malattie ma la sua era sottointesa, si parlava dell'influenza positiva che potevano avere queste brevi passeggiate sul corpo e sull'umore. Una mattina, andando in bicicletta a prendere il giornale, la incontrai. La salutai distrattamente preso dalle mie piccole faccende quotidiane.

Girando la testa avevo visto che mi stava guardando quasi aspettando perché mi fermassi un attimo a parlare, ma avevo fretta. Dopo qualche giorno comparve un'epigrafe col suo nome.

Viviamo la nostra vita come un sogno, gesti automatici, abitudini consolidate, giriamo vestiti di un'armatura per proteggerci dal mondo, la nostra mente è piena solo di piccole miserie quotidiane e problemi insignificanti o peggio siamo succubi del mito dell'affermazione, dell'arrivismo, tutte indotte dal pensiero unico predominante. Leggiamo libri di sesso e d'avventura di scrittori che non si sono mai alzati dalla loro scrivania. Guardiamo trasmissioni in cui sono recitati sentimenti e dispute a pagamento.

Con il filtro cibernetico del computer riusciamo a fare e a dire cose che altrimenti non faremmo e non diremmo di fronte alle persone in carne e ossa. Ma non è tutta colpa nostra.

Metà della civiltà occidentale si è organizzata col mito di Il cancro alla prostata con metastasi 3 gradi come dal vivo, "il fine giustifica i mezzi", tutti i fini e tutti i mezzi.

Con questo metodo si è ottenuto solo qualche risultato immediato in cambio di un futuro ancora più problematico o addirittura tragico; la storia ce lo ripete inascoltata. Uguale fu per Hobbes nel Temendo di diventare il bersaglio della vendetta dei potenti teorizzo un altro pilastro fondamentale per giustificare una società che stava diventando sempre più mercantilista e competitiva: "homo hominis lupus". Egli nel "De Cive" elencava i postulati certissimi della natura umana: il primo di questi sostiene che vi è una bramosia naturale per cui ogni uomo pretende di godere da solo dei beni comuni; il secondo afferma che l'uomo tende naturalmente a sfuggire alla morte violenta.

A quel tempo si pensava che le malefatte si scontassero solo nell'aldilà, per questo il mercato delle indulgenze era florido, mentre oggi è evidente che i due postulati sono in antitesi.

La guerra, l'attività predatoria o competitiva, modus operandi del funzionamento di questa civiltà, sono portatrici solo di brevi e nefaste accelerazioni di ricchezze personali, più che di progresso per tutti. Sin dalla preistoria, i gruppi umani e le società più evolute che meglio resistevano ai momenti di crisi e che più hanno dato alla storia dell'umanità erano cooperative e non competitive. Agli inizi del Seicento i gesuiti in Sudamerica sperimentarono forme di comunità indigena dette Riduzioni dove tutto veniva diviso con tutti e ognuno traeva vantaggio del lavoro di tutti, questo portava cibo, istruzione, benessere a tutta la comunità.

Le Riduzioni verranno messe a ferro e fuoco dai coloni spagnoli e portoghesi, perché troppo efficienti e concorrenziali addirittura a confronto con le produzioni degli schiavi. Ma questo è sottaciuto deliberatamente. Coloro che diventano deboli vengono ancora gettati metaforicamente giù dalla rupe Tarpea.

I malati, i vecchi sono fuori dal circuito della produzione e diventano un peso per le finanze dello stato e delle famiglie, non lo si dice apertamente, anzi, lo si nega ma quando si mette mano al welfare per ridurre le tasse è là che si taglia. Pensiamo che sacrificando le relazioni in tal modo dopo i nodi non vengano al pettine?

Che i conti da pagare in tutti i sensi non siano più alti? Riteniamo il diritto durevole alle cure superato e sostituibile con una carità aleatoria? L'uomo soffre per la sua brama di possedere e far proprie per sempre quelle cose che per essenza sono effimere. Egli crede che questa posizione fortificata e isolata sia il mezzo migliore per raggiungere la felicità; gli permette di combattere contro il cambiamento, di cercare di tenere per sé le cose che gli piacciono, di eliminare il dolore e di piegare le circostanze al suo volere Allan W.

Watts Come il nostro sistema nervoso, che alza le soglie di sensibilità per attenuare ogni stimolo neuronale fastidioso, piano piano la nostra vita sensoriale e affettiva si impoverisce e la nausea della noia ci pervade. Dopo la noia arriva la solitudine che non è altro che l'incapacità progressiva di sentire gli altri. Chi è più fragile si inventa e razionalizza dei progetti persecutori nei propri confronti, pur di evitare il momento bianco del vuoto.

Cerca di convincersi che gli altri, anche se nemici, lo pensano e sente ancora di esistere grazie a questi pensieri. La sua scarsa elasticità mentale è tale che non riesce a riconoscere che ogni cambiamento porta sempre delle opportunità che potrebbero migliorare la sua vita affettiva e sensoriale. Invece che essere leggero e intuitivo dei contesti che si evolvono in proprio favore, li il cancro alla prostata con metastasi 3 gradi come dal vivo, prefigurandosi una vita di rimpianti.

Rifiuta l'avventura della vita per distrazione o per paura. Forse è già in parte morto dentro. L'abnorme utilizzo di calmanti e antidepressivi testimonia il problema. Il pensiero occidentale risulta inadeguato ad affrontare il tema della morte.

Alla notizia, una ridda di sentimenti ci sconvolge, ci si sente alla deriva senza approdi sicuri. Come reagiranno i miei cari, ai quali non vorrei dare alcuna pena ma sempre un'eterna e tranquilla serenità, gli amici, l'ambiente di lavoro?

Questa malattia sconvolgerà economicamente la mia vita e quella della mia famiglia? Gli americani scolasticamente dividono questo periodo in fase della disperazione, fase della negazione, fase della rabbia, fase della rassegnazione. Tutti sentimenti giusti da vivere appieno, che possono accavallarsi e rincorrersi. La voglia di normalità, della vita di prima è spasmodica.

Come la voglia di fuggire da una battaglia il cancro alla prostata con metastasi 3 gradi come dal vivo sembra al di sopra delle nostre forze, delle nostre forze umane e da soli. E' il momento della crisi, la crisi significa rottura, soluzione di continuità ma è anche una nuova nascita. Dalla crisalide nasce la farfalla.

L'uomo scoprirà il proprio io solo quando cesserà di identificarsi con la propria persona, quando non opporrà più resistenza al mondo esterno stando dietro il riparo delle proprie difese; insomma quando porrà fine alla propria ostilità, alle sue spedizioni di saccheggio contro la vita E' necessario sostituire l'ostilità con la compassione non il compatimento, ma il sentire se stessi e il mondo facendone veramente parte.

Cosa significa scoprire se stessi? Significa saper mettersi compassionevolmente in relazione col mondo, aprirsi a nuove sensazioni ed emozioni.