Olio di canapa e il cancro alla prostata

La cannabis cura il cancro?

Amplipuls e prostatite

Altri siti AIRC. Cos'è il cancro. Guida ai tumori. Guida ai tumori pediatrici. Facciamo chiarezza. Cos'è la ricerca sul cancro. Prevenzione per tutti. Diagnosi precoce. Guida agli screening. Il fumo. Il sole. Salute femminile. Come affrontare la olio di canapa e il cancro alla prostata. Guida agli esami. Guida olio di canapa e il cancro alla prostata terapie.

Storie di speranza. Dopo la cura. Organi di governo. Comitati regionali. La nostra storia. Come sosteniamo la ricerca. Cosa finanziamo. Come diffondiamo l'informazione scientifica. Ultimo aggiornamento: 4 dicembre Col termine marijuana si intende comunemente un preparato di foglie della Cannabis sativauna pianta tropicale le cui componenti attive sono il tetraidrocannabinolo THC e il cannabidiolo CBD. Il THC ha effetti psicoattivi e induce dipendenza, sebbene in misura minore rispetto ad altre sostanze come le amfetamine, la cocaina e persino la nicotina.

I derivati della Cannabis per uso terapeutico sono stati "derubricati" da sostanze stupefacenti contenute nella tabella I a sostanze farmacologiche prescrivibili, almeno in teoria, da qualsiasi medico su normale ricettario. Non crea dipendenza e sonnolenza, e per questa ragione è liberamente commerciabile. Il CBD è stato molto studiato nelle malattie neurologiche come l'epilessia.

Inoltre ha un blando effetto antidepressivo. Per quel che riguarda il cancro, la maggior parte degli studi sono stati condotti in laboratorio con cellule in coltura, come riassume una revisione sistematica pubblicata di recente sulla rivista Cannabis and Cannabinoid Researchrivelando una lieve attività citostatica di rallentamento della crescita cellularetutta ancora da dimostrare nell'organismo umano.

Il CBD non sembra avere effetti diretti sulla nausea o sulla percezione olio di canapa e il cancro alla prostata dolore. Il cervello umano produce sostanze, chiamate endocannabinoidisimili a quelle contenute nella marijuana. È proprio studiando queste sostanze che si sono chiariti i meccanismi alla base degli effetti terapeutici e anche, in parte, degli effetti collaterali del THC.

I principali endocannabinoidi endogeni sono l'anandamide e il 2-arachidonoilglicerolopiù noto come 2-AG. Agiscono principalmente su un recettorechiamato CB1, diffusissimo nel cervello, soprattutto nella corteccia cerebrale. Il 2-AG, in particolare, è un inibitore dell'eccitazione delle cellule nervose che agisce regolando la trasmissione neuronale nella corteccia cerebrale. L' anandamideinvece, agisce anche a distanza dal luogo in cui viene prodotta ed è sostanzialmente un modulatore dello stress.

Inoltre sappiamo da sperimentazioni negli esseri umani e in altri animali che se si blocca il recettore per gli endocannabinoidi diminuisce il peso corporeo e cambia il metabolismo.

È quindi grazie agli studi sul sistema che coinvolge i cannabinoidi endogeni che è possibile, entro certi limiti, estrapolare le basi fisiologiche dell'azione della marijuana in realtà del suo composto attivo THC sull'organismo, in particolare la sua azione antidolorifica per via della regolazione degli stimoli elettrici a livello dei neuroni e la sua capacità di far tornare l'appetito ai pazienti con nausea o con gravi patologie in fase terminale.

Gli studi con il composto attivo della marijuana negli esseri umani sono limitati per motivi etici. Esistono diverse forme di THC : la più attiva a livello farmacologico è il deltaTHCconsiderato dalla Food and Drug Administration statunitense come uno "strumento efficace per contrastare i disturbi legati al cancro e gli effetti collaterali delle chemioterapie".

In realtà olio di canapa e il cancro alla prostata medico della Cannabis risale a oltre 3. Nel XIX secolo è stata introdotta in Occidente come antidolorifico, antispastico e antiepilettico. Se la Cannabis viene ingerita, il THC viene elaborato dal fegato e quindi gli effetti psicoattivi dei metaboliti sono diversi e più marcati rispetto alla semplice inalazione. Per evitare tali effetti la somministrazione di Cannabis naturale a fini terapeutici viene effettuata preferibilmente attraverso il fumo o per inalazione e meno frequentemente per via orale.

Negli Stati Uniti sono disponibili forme farmaceutiche di Cannabis per somministrazione orale, mentre una ditta olandese produce Cannabis terapeutica da fumare cioè con un contenuto di THC controllato e titolato. Nel il nostro Paese, grazie alla collaborazione tra il Ministero della salute e il Ministero della difesa, ha avviato una produzione nazionale di Cannabis per uso medico presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze SCFM.

L'American Cancer Society si è espressa a favore della semplificazione delle procedure per prescrivere derivati della Cannabis ai malati oncologici, compresa la marijuana per uso terapeutico. Sono stati condotti alcuni studi sugli effetti della marijuana inalata attraverso fumo o vaporizzazioni nel trattamento del dolore neuropatico provocato da lesioni dei nervi, a volte legate a infiltrazioni tumorali.

Oltre a lenire il dolore acuto, chi consuma marijuana terapeutica fa un minore uso di antidolorifici. Uno studio nei olio di canapa e il cancro alla prostata HIV-positivi ha dimostrato che il fumo di marijuana induce la fameun effetto che è stato confermato anche in studi in pazienti oncologici che assumevano la forma farmaceutica del deltaTHC. Alcune sperimentazioni sono state condotte con buoni risultati negli Stati Uniti con due formulazioni farmacologiche di deltaTHC per somministrazione orale nella nausea da chemioterapia.

I due farmaci, che rispondono al nome generico di dronabinolo e nabinolonesono registrati in Europa ma non Italia, anche se possono essere importati su richiesta di un medico attraverso gli uffici delle ASL. Esiste anche un farmaco sviluppato da un'azienda britannica nell'ambito di un progetto di ricerca pubblica per lo sviluppo di cure derivate dalla Cannabis : si chiama nabiximols ed è sotto forma di spray inalabile.

Contiene una miscela calibrata di deltaTHC e di cannabidiolo ed è commercializzato anche in Italia. Gli studi sul fumo di marijuana naturale nel trattamento della nausea sono invece pochi e difficilmente interpretabili, perché le affermazioni di efficacia sono aneddotiche e basate sull'esperienza di alcuni pazienti.

È bene chiarire che gli studi che hanno dimostrato un effetto antitumorale dei cannabinoidi sono ancora allo stadio preclinico e che non esistono dimostrazioni negli esseri umani. Studi con topi e ratti hanno dimostrato che i cannabinoidi possono inibire la crescita tumorale inducendo l' apoptosiovvero la morte programmata delle cellule maligne.

Inoltre sono stati dimostrati effetti antiangiogenici cioè di blocco dello sviluppo dei vasi sanguigni che favoriscono la olio di canapa e il cancro alla prostata tumorale. Un esperimento con colture di carcinoma epatocellulare cancro del fegato ha dimostrato un effetto antitumorale del deltaTHC. I cannabinoidi hanno effetti positivi su alcuni sintomi di cui soffrono i pazienti con tumore. Come molti altri composti, anche i cannabinoidi non sono privi di effetti collateralitra i quali giramenti di testa, svenimenti e cambiamenti di umore.

Nel complesso gli esperti tendono a essere favorevoli al suo utilizzo per le proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie e antinausea dimostrate in laboratorio, pur essendo consci che la scarsità di evidenze e sperimentazioni cliniche impedisce di esprimere un giudizio olio di canapa e il cancro alla prostata e definitivo.

Rendiamo il cancro sempre più curabile. Informati sul cancro Cos'è il cancro Olio di canapa e il cancro alla prostata ai tumori Guida ai tumori pediatrici Facciamo chiarezza Cos'è la ricerca sul cancro Glossario. Affronta la malattia Come affrontare la malattia Guida agli esami Guida alle terapie Storie di speranza Dopo la cura.

Cosa facciamo Come sosteniamo la ricerca Cosa finanziamo Come diffondiamo l'informazione scientifica. Traguardi raggiunti I bandi per i ricercatori. Non vi sono invece evidenze di attività antitumorale efficace.

Ultimo aggiornamento: 4 dicembre Tempo di lettura: 7 minuti. In sintesi Col termine marijuana si intende un preparato di foglie della Cannabis sativauna pianta tropicale. La marijuana contiene due sostanze attive che appartengono alla classe dei cannabinoidi: il tetraidrocannabinolo THC e il cannabidiolo CBD.

I medici possono prescrivere ai malati preparazioni magistrali di Cannabis che vengono allestite dal farmacista. Gli studi esistenti dimostrano l'utilità della marijuana nel controllo del dolorespecie neuropatico, e della nausea. Inoltre il fumo di marijuana aumenta l'appetito nei pazienti in chemioterapia. Esperimenti in cellule in coltura e in animali di laboratorio mostrano alcuni olio di canapa e il cancro alla prostata antitumorali dei cannabinoidi, ma non ci sono ancora conferme negli esseri umani.

Autori: Agenzia Zoe.